Archive for the ‘SuoniVisioniLetture’ Category

Che Guevara in InterRail

Tuesday, May 25th, 2004

Appena reduce dalla visione dei
“Diari della motocicletta”
. Prima di controllare nel libro di Granado il fondamento di alcune minchiate cui ho appena assistito sul grande schermo, mi permetto qualche commento.
Innanzitutto credo che se il Che fosse vivo sparerebbe a regista, attori, supervisori artistici….si salverebbero i doppiatori italiani ma a loro, per rispetto verso il Che e verso il cinema, sparerò io.
Non traete conclusioni affrettate, non è così male. Ci sono bei paesaggi, belle diapositive, bllissimi ritratti di indigeni. Ma a me è sembrato tutto il tempo di assistere ad un film americano, con l’eroe bello e puro. Nella scena del passaggio a nuoto del fiume per andare là dove ci sono gli oppressi manca giusto il tema di “momenti di gloria” e una bandiera a stelle e strisce da sventolare.
E’ un film riuscito dal punto di vista del marketing: la parola “comunista” viene pronunciata una sola volta e non è riferita all’Ernesto. Il Che che esce da questo film potrebbe benissimo essere uno scout, un papaboy o come cavolo li volete chiamare. Ma lo sapete quanti potenziali spettatori sono??? Da qui la scelta moderna di centellinare l’uso della sconcia parola.

Di questo film che non farà la storia una sequenza non dimenticherò facilmente: il viso di Alberto Granado oggi, vecchio, che guarda lontano, con le grinze e le macchie e gli occhi profondissimi di chi ha vissuto una vita degna di questo nome.
Una faccia inconfondibile, la stessa faccia di Tiziano Terzani, la stessa faccia che avrebbe oggi Ernesto Guevara.

Storiella ebraica

Wednesday, May 5th, 2004

Una vecchia storiella ebraica raccontata dal magnetico Moni Ovadia in quel di Predappio (sì, Predappio, e in un cinema dove in questi giorni proiettano “la passione di cristo”!).

A New York, un prete cattolico irlandese vede l’insegna di un negozio: “O’Connor & Moskovitz partners”.Entra nella bottega. Viene accolto da un vecchio ebreo con i riccioli, il vestito nero e le frange, insomma un vero ebreo ortodosso. Il prete, entusiasta, gli dice: “ma che bella cosa. Un irlandese ed un ebreo insieme. Che simbolo di fratellanza, di amore universale, di pace! Questo è un miracolo!”. Il veccho ebreo lo guarda e gli risponde: “Lei non sa quale è il vero miracolo: IO sono O’connnor!”.

alla salute di tutti i fondamentalisti

Prolegomeni a un dizionario Romagnolo-Inglese

Tuesday, December 30th, 2003

Qualche sera fa, durante quella che chiamiamo seconda serata, accade che cambiando stancamente canale mi trovo a tutto schermo un primo piano dell'ondeggiante didietro della Gradisca.

Un sussulto, è proprio Amarcord , originale e sottotitolato.
Per la mia e altrui curiosità riporto alcune espressioni romagnolissime e la traduzione così come è resa nei sottotitoli:

invornito = brazen  e ci può stare anche se il significato di Invornito è molto più “profondo”
somaro = ass    piuttosto banale
vai a fare le pugnette = bugger off   traduzione letterale, un po' triste e insipida
pataca = dickhead   questa traduzione fa schifo ma capiamoli sti poveri anglosassoni, come si può pretendere di tradurre adeguatamente pataca???
ca't vegn'un colp in ti maron = I'll kick you in the ass   due cose da notare: la prima è che scrivere il dialetto è un'impresa sovrumana per le mie limitate capacità, la seconda è che questa traduzione rivela o un errore interpretativo oppure una forma mentis più pragmatica; l'Australiano non si limita ad augurare una brutta malattia, minaccia di passare direttamente all'azione.