All’inizio non capivo. “ecco a lei il suo resto”, ma quei 20 centesimi sul palmo della mia mano proprio non li voleva. Senza dire una parola, senza prenderli, io lì come una statua continuavo a porgerli.
Il suo vicino alza per un momento gli occhi dalle carte e mi fa “la mancia!”.
la mancia? mai successo prima. la mancia, cioè la carità, cioè no, la mancia.
La mancia come la maglietta bucherellata che ho lasciato a quel ragazzo che ci accompagnava tra i vicoli di Marrakech?
La mancia come gli arrotondamenti (ridicoli per noi, enormi per lui) che lasciavamo al simpatico segnore che tutto il pomeriggio cuoceva sashlik (..emm, spiedini) in quel parco di Dushanbe, Tajikistan?
Ho chiuso il palmo, ringraziato, girato le spalle, l’orgoglio sanguinante.
Quei 20 cent ora sono lì a dirmi che la strada è tutta in salita.
Meglio che continuo a pedalare, và.
UPDATE: il nonno che mi ha elargito quei 20 cent è un ex partigiano dell’Ottava Brigata Garibaldi. Averlo saputo prima, quel caffè glielo offrivo.