Posts Tagged ‘John Howard’

La vera storia di Mr.Howard e Mr.Rudd, i freddi numeri

Tuesday, November 27th, 2007

Dopo quasi 12 anni il partito laburista torna a governare l’Australia. Il leader e futuro premier Kevin Rudd festeggia un trionfo su tutta la linea. Con il 75% dei voti scrutinati, i numeri dicono che i laburisti sono cresciuti del 5,8% e hanno conquistato almeno 24 seggi rispetto alle passate elezioni, 8 di più di quelli necessari per conquistare la maggioranza nei collegi maggioritari che eleggono la camera. Non è ancora chiaro se il trionfante Rudd sarà costretto a negoziare con i verdi la maggioranza nel senato, eletto con il proporzionale.
Il Primo ministro uscente John Howard fa invece i conti con una sconfitta umiliante per la sua coalizione che comprende il partito liberale e quello nazional-agrario. Dopo 33 anni in parlamento e 11 anni in carica uno dei premier più popolari e politicamente longevi perde non solo le elezioni ma anche il suo seggio, vinto dalla candidata laburista Maxine Mckew. (more…)

La vera storia di Mr.Howard e Mr.Rudd, Pilot Episode

Wednesday, November 21st, 2007

Le elezioni federali australiane si svolgono ogni quattro anni e a parte alcune situazioni straordinarie i governi restano in carica per l’intero mandato. Nel sistema bicamerale imperfetto australiano, la camera viene eletta con il sistema maggioritario uninominale mentre il senato con il proporzionale.
Le leggi devono essere approvate da entrambe le camere, con il senato ad esercitare una funzione di controllo e garanzia delle minoranze. Mentre i membri della camera sono quasi esclusivamente appartenenti ai due maggiori partiti, il proporzionale garantisce al senato la rappresentazione di forze ed istanze minoritarie. Il proporzionale assicura rappresentanti in parlamento a partiti come i Greens, Family First, Australian Democrats che non avrebbero alcuna speranza di conquistare un seggio maggioritario. I governi australiani sono stati tradizionalmente costretti a negoziare alleanze in senato anche quando disponevano di una confortevole maggioranza alla camera bassa.
Un osservatore che prende come parametro la politica italiana vedrebbe in questo assetto istituzionale e pratica politica governi deboli e ricattabili, costretti a negoziare qualunque politica. (more…)

Howard sfida Obama

Sunday, February 18th, 2007

Il primo Ministro australiano John Howard si è lanciato in una serie di sorprendenti dichiarazioni durante un’intervista televisiva. Howard ha detto testualmente che

una vittoria di Barack Obama nella corsa alla Casa Bianca sarebbe un disastro per l’Iraq…se fossi un capo di Al Qaeda in Iraq pregherei per vedere Obama e i Democratici vincere le elezioni

Dopo le defezioni di Spagna, Italia e le perplessità britanniche, Bush incassa un attestato di stima da un alleato che lo ha seguito nell’avventura irachena fin dal primo momento.
Obama, appreso dei commenti di Howard durante un incontro pubblico, ha risposto a muso duro (more…)

Una bandiera contesa

Sunday, March 19th, 2006

E’ uscito il nuovo


In questo numero un mio contributo dall’Australia nei giorni seguenti le tensioni a sfondo razziale di dicembre 2005. Lo trovate su sacripante! QUI, altrimenti (more…)

Tensioni razziali sulle spiagge australiane. Inaspettato ma non troppo

Monday, January 9th, 2006

riots1500 poliziotti dispiegati durante le vacanze natalizie lungo tutta la costa, da Wollongong salendo fino a Bondi e addirittura Newcastle. Centinaia a presidiare le spiagge di Cronulla. Fanno posti di blocco, fermi e perquisizioni. Consigliano a quelli con la pelle scura di fare marcia indietro.
Un primo bilancio dell’operazione, una settimana dopo, parla alcune molotov e molte armi da taglio sequestrate.
E’ andata bene. Poteva essere un’altra giornata di guerriglia sulle spiagge. Come domenica 11 dicembre, quando è cominciato - esploso - tutto.
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Lo strano caso del talebano australiano

Saturday, September 24th, 2005

La notizia è recentissima.
David Hicks, “il talebano australiano”, dopo quattro lunghi anni di prigionia a Guantanamo, verrà processato tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre da un tribunale militare americano.
La storia di David è singolare: australiano, bianco, figlio di una tipica famiglia wasp. Viaggia molto, studia l’arabo e si converte all’Islam. Sembra che abbia preso per la prima volta in mano il kalashnikov in Kosovo con i ribelli dell’UCK. (more…)

Sulla Censura.Dall’Italia all’Irak passando per Australia e USA

Tuesday, November 25th, 2003

A domanda semplice: esiste la censura in Italia la risposta è altrettanto semplice: certo che sì. E In Australia? In Australia hanno l'adorabile e sanissima abitudine di non prendersi troppo sul serio e il primo ministro John Howard è spesso nel mirino dei giornalisti come dei comici, e pensate un po', è tutto considerato normale. A notte tarda in tv danno il Late Show con David Letterman (è l'uomo da cui Luttazzi ha preso lo stile e un sacco di battute, con la differenza che il sommo Letterman non hai mai mangiato merda in diretta) e un po' prima il Daily show con Jon Stewart.
E' tutta roba made in USA, la patria dei Bush ma anche di Walter Lippman e il paese dove è nato il giornalismo moderno. Nessuno si sogna di mettere in discussione la libertà dei Letterman di demolire con il suo sarcasmo la politica estera americana, ridicolizzando un Presidente che comunque mi sembra un bersaglio facile.
L'unico limite è l'intelligenza, e il talento di saper informare facendo ridere e viceversa (per me, il più sublime dei talenti che possono esercitare persone vestite).
E sappiamo che nella penisola a forma di stivale semplicemente questi non sono i parametri di riferimento principali, nè per i guelfi, nè per i ghibellini.

Stasera ho visto un bel documentario sul dopoguerra irakeno. Hanno mostrato l'orrore del regime di Saddam e un professore, con gli occhi umidi, che raccontava dei suoi colleghi giustiziati dal precedente regime, deplora le vendette ma sempre più triste si lascia andare a questa considerazione: ” (in Irak) Forgiveness has lost its meaning“. Poco prima si mostravano le immagini dei disordini di fronte agli uffici dove gli irakeni si recano a cambiare le vecchie banconote non più valide. Si vedeva una folla compressa, che ondeggia e grida disordinatamente, e si vedono i soldati USA che non capiscono, si innervosiscono, gridano anche loro, mettono le mani pericolosamente alle armi. Più tardi uno di loro sparerà tra la folla, un uomo disarmato rimarrà sul selciato i una pozza di sangue.
Un certo maggiore M.Jennings si sfoga dicendo più o meno “non ne possiamo più”.
Il giornalista dice una cosa interessante: l'esercito americano è “too large to win the war, too small to restore peace“. Insomma 'sti yankee sono bravi a sparare ma poi non sanno letteralmente dove mettere le mani.
Bene, ve l'immaginate un video come questo sulla televisione italiana? Ve l'immaginate le reazioni, i commenti dei tuttologi preti e laici, le accuse, e poi le interrogazioni parlamentari, gli opinionisti scatenati, oscuri parlamentari di AN a protestare per le tesi disfattiste, tutti a chiedersi “ma chi lo paga questo qui?”(l'autore, intendo) o, più elegantemente “Cui prodest?”. Basta poco per concimare questo terreno ideale per la censura, basta un poco di Potere.
Pochissimi a preoccuparsi della qualità e fedeltà ai fatti di quello che hanno visto, distrati dalla solita dietrologia. E' la nostra cultura, tutta nostra: la parola stessa dietrologia non ha alcun significato corrispondente nella lingua inglese.